Ska ska skaldati un pò

4 02 2008

SkaCosi cantava Peppino Di Capri nel 66 quando importò lo Ska direttamente dalla giamaica nel bel paese. Era un’ altra era, sicuramente costellata da più ottimismo e da una situazione socio/economica nettamente diversa da quella attuale. Solo a qualche anno dalla nascita lo Ska invase il mondo; sono parecchi gli artisti o i produttori che si ritengono i veri inventori del genere che si caratterizzò comunque, nei suoi elementi essenziali, tra il 1962 e il 1963. Merito all’affrancarsi della musica ska va riconosciuto a musicisti quali Prince Buster e gli Skatalites. L’immigrazione verso l’Inghilterra da parte del popolo giamaicano, dopo l’indipendenza del 1962, diventò più frequente e portò con sè nell’ex madrepatria la musica originaria. Cominciò a svilupparsi un’industria discografica locale, legata a etichette come la Island e la Trojan che stamparono su concessione delle etichette giamaicane centinaia di dischi. Parte non indifferente la giocò l’enorme seguito che artisti ska avevano tra gli Skinheads, ricambiati con l’incisione di brani come “Skinhead Train To Rainbow City” di Aitken, “Skinhead Revolt” di Clancy Eccles, “Skinhead Moonstomp” dei Symarip/Pyramids. La prima fase del genere venne chiamata First Wave Of Ska.
Per via delle caldissime estati giamaicane che impedivano di ballarlo (secondo alcune ipotesi), o, il maggiore peso della musica internazionale ascoltata in Giamaica (per altri), fecero sì che il ritmo dello ska fu rallentato trasformandolo in rocksteady e reggae. Lo ska dopo questa trasformazione ebbe un momento di declino, ma alla fine degli anni ‘70 tornò ad essere molto ascoltato (2 Tone Ska), e durante questo periodo fu contaminato dal Rock, e Punk rock, questa fase viene detta Second Wave of Ska.
L’interesse dei punk per la musica ska avvenne grazie a un personaggio chiave di nome Jerry Dammers (The Specials) e altri elementi dei Madness, Selecter e The Beat, tutti appartenenti a classi sociali di basso livello, provenienti dall’ambiente Punk/Alternativo. Di lì a poco esplose una vera e propria skamania in tutta Europa, ed ai gruppi sopracitati si aggiunsero Bad Manners, Bodysnatchers, nonché i già noti musicisti giamaicani come Rico Rodriguez e Laurel Aitken, che entrarono nelle classifiche europee. Ci furono anche gruppi locali come per la Germania i NightHawks, (in Italia, nel 1982 Donatella, di Donatella Rettore, entra nella classifica con il pezzo ska omonimo).
SkNel 1989 questo genere si manifesta in tutto il mondo: King Apparatus (Canada), Mr.Review (Olanda), Senior All Stars (Germania), Pork Pie Hats e Skapa (Nuova Zelanda), Porkers (Australia) e Tokyo Ska Paradise Orchestra (Giappone). Negli Stati Uniti, dal 1983, suonano i Toasters (la più famosa band ska di New York), Bim Skala Bim, Heavy Manners (d’ispirazione Two Tone) ed Hepcat (ska-neotradizionale). Nel resto del continente americano i colombiani Desorden Publico e in Argentina i Los Calzones Rotos e i Fabulosos Cadillacs.

Attualmente lo ska si suddivide in ska tradizionale (in cui rientra lo skinhead-reggae) e ska post-Two Tone (dove, in alcuni casi, predomina l’ispirazione Hard Core, Punk/Oi!). Seguono poi altre versioni più recenti, come lo Ska Punk, o Ska contaminato da forme di rock piu dure (Ska-core), comprese nella Third Wave of Ska.

Fonte: www.wikipedia.it