Mail, video, foto, musica e internet il telefonino cerca un nuovo nome

8 02 2008

SI chiama “Playnow Uncut” e tra i sogni della Sony Ericsson c’è quello di farlo diventare il “MySpace” dei telefoni cellulari. Il nuovo servizio è stato lanciato solo da qualche giorno, dopo la presentazione ufficiale al Midem di Cannes, ma è già un successo: decine e decine di nuove band, di musicisti, di cantautori, hanno iniziato a mettere la loro musica sulle pagine del servizio, accessibile via computer e, ovviamente, via cellulare, offrendo la loro musica ad un pubblico potenzialmente enorme.

Come “MySpace” “Playnow Uncut” è uno spazio aperto e gratuito per i nuovi talenti, per chi ha qualcosa da dire e vuole farsi sentire. E la speranza della Sony Ericsson è che, come è accaduto per il sito di Rupert Murdoch, le prossime star dell’universo rock e pop arrivino da “Playnow Uncut”: “Il potenziale è enorme”, dice Anders Runevad, vicepresidente di Sony Ericsson, “i ragazzi usano i telefoni mobili per molte cose diverse, e la musica è al centro di queste attività”. Non c’è dubbio che abbia ragione, perché quel piccolo oggetto che abbiamo in tasca oggi ci spinge a fare molte cose diverse. Anzi spesso lo abbiamo in tasca proprio perché non è solo un telefono. [...] Funambol, una società che offre servizi di messagistica gratuita per gli smartphone, presenterà la prossima settimana al Mobile World Congress di Barcellona un nuovo servizio per ricevere e trasmettere mail senza pagare un euro, con il supporto della pubblicità. “La mail in mobilità è la killer application definitiva per i cellulari, e con un modello supportato dalla pubblicità, ora chiunque nel mondo può permettersi di accedere alla mail sia personale che lavorativa in maniera conveniente”, ha detto Fabrizio Capobianco, CEO di Funambol, aggiungendo che offrirà anche servizi di calendario e contatti. Agenda, terminale Internet, macchina fotografica, lettore mp3, videocamera: come lo dobbiamo chiamare allora? Lo chiamiamo telefono per abitudine, per comodità, perché ci ricordiamo cos’era, a cosa ci serviva. Ma non è più soltanto un telefono da molto tempo. Non lo usiamo solo come telefono, non lo abbiamo comprato perché ci serve soltanto per telefonare. Non è un telefono nemmeno per chi lo fabbrica. Le aziende provano a definire le macchinette che abbiamo in tasca dandogli nomi che siano più vicini alla realtà: terminale multimediale, smartphone, telefono intelligente, dispositivo mobile, ma nessuno di questi nomi è più semplice, immediato, comprensibile di “telefono”. E noi, per tranquillità, per non perdere tempo, continuiamo a dare un nome vecchio a una cosa nuova. Talmente nuova da non avere un nome. YouTube e Flickr sono senza dubbio i più celebri tra i siti che hanno contribuito a rendere popolari gli “user generated content” e che consentono a chi usa i cellulari come videocamere o macchine fotografiche di distribuire istantaneamente il materiale appena realizzato. Con gli evidenti pregi e difetti che questo comporta. Ma sono ormai “vecchi” rispetto ad altre community che sfruttano le funzioni dei cellulari per mettere in connessione le persone, come Textamerica, da diverso tempo leader nel campo dei “moblog”, i blog gestiti dai cellulari. Twitter, ad esempio, è uno dei più in voga di recente, fatto per ricevere e mettere in comunità i messaggi sms, un sito utilizzato già da molti giornalisti e da alcune agenzie di stampa. I nuovi modelli di terminali mobili sono in realtà delle macchine molto sofisticate [...]

“Si va verso delle macchine multifunzione”, conferma a Cannes Tero Ojanpero della Nokia, “che consentiranno a tutti di fare molte cose diverse e di essere sempre collegati”

Fonte: La repubblica





Benvenuti nell’ era dell’ autocontaminazione

6 02 2008

E’ oramai un dato di fatto: la nuova generazione è immersa nel web.

E’ il risultato di una ricerca della Eiaa (European Interactive Advertisng Association), l’associazione dei proprietari dei mezzi di comunicazione interattivi. Il loro studio ribadisce una tendenza non nuova: Internet sta diventando il mezzo più in espansione per gli inserzionisti pubblicitari come confermano le percentuali di crescita. Internet toglie utenti alla tv e alla radio, specialmente utenti giovani e giovanissimi. I ragazzi dai 15 ai 24 anni passano meno tempo davanti a media tradizionali e preferiscono impiegare più tempo in Rete. Il fenomeno non riguarda sono la “sottrazione di pubblico” ai normali mezzi d’informazione; sono enormi gli investimenti economici sul web che è diventato una vera e propria fonte per soddisfarre le necessità dei cibernauti! Film, musica,informazione, commercio, comunicazione e molto altro sono possibili in rete quando si vuole e come si vuole. Un vantaggio di questo fenomeno è che su internet si gode ancora di un alto grado di libertà nella scelta delle risorse di cui si vuole usufruire senza dover sottostare a quello che viene sottoposto dai media classici. D’altro canto vi è l’abbandono di sane abitudini (come la lettura dei libri) o il pericolo dei contenuti per i più piccoli. Altri studi dimostrano che in alcuni soggetti vi è una sorta di dipendenza dal virtuale: magari si accede per controllare una mail e, link dopo link, ci si perde nella navigazione.

Dunque vi sono moltissimi aspetti da valutare in queste nuove abitudini radicate ormai nella nostra vita principale e non sarebbe errato promulgare un educazione al corretto utilizzo di questo strumento.

Fonte: La repubblica





Ska ska skaldati un pò

4 02 2008

SkaCosi cantava Peppino Di Capri nel 66 quando importò lo Ska direttamente dalla giamaica nel bel paese. Era un’ altra era, sicuramente costellata da più ottimismo e da una situazione socio/economica nettamente diversa da quella attuale. Solo a qualche anno dalla nascita lo Ska invase il mondo; sono parecchi gli artisti o i produttori che si ritengono i veri inventori del genere che si caratterizzò comunque, nei suoi elementi essenziali, tra il 1962 e il 1963. Merito all’affrancarsi della musica ska va riconosciuto a musicisti quali Prince Buster e gli Skatalites. L’immigrazione verso l’Inghilterra da parte del popolo giamaicano, dopo l’indipendenza del 1962, diventò più frequente e portò con sè nell’ex madrepatria la musica originaria. Cominciò a svilupparsi un’industria discografica locale, legata a etichette come la Island e la Trojan che stamparono su concessione delle etichette giamaicane centinaia di dischi. Parte non indifferente la giocò l’enorme seguito che artisti ska avevano tra gli Skinheads, ricambiati con l’incisione di brani come “Skinhead Train To Rainbow City” di Aitken, “Skinhead Revolt” di Clancy Eccles, “Skinhead Moonstomp” dei Symarip/Pyramids. La prima fase del genere venne chiamata First Wave Of Ska.
Per via delle caldissime estati giamaicane che impedivano di ballarlo (secondo alcune ipotesi), o, il maggiore peso della musica internazionale ascoltata in Giamaica (per altri), fecero sì che il ritmo dello ska fu rallentato trasformandolo in rocksteady e reggae. Lo ska dopo questa trasformazione ebbe un momento di declino, ma alla fine degli anni ‘70 tornò ad essere molto ascoltato (2 Tone Ska), e durante questo periodo fu contaminato dal Rock, e Punk rock, questa fase viene detta Second Wave of Ska.
L’interesse dei punk per la musica ska avvenne grazie a un personaggio chiave di nome Jerry Dammers (The Specials) e altri elementi dei Madness, Selecter e The Beat, tutti appartenenti a classi sociali di basso livello, provenienti dall’ambiente Punk/Alternativo. Di lì a poco esplose una vera e propria skamania in tutta Europa, ed ai gruppi sopracitati si aggiunsero Bad Manners, Bodysnatchers, nonché i già noti musicisti giamaicani come Rico Rodriguez e Laurel Aitken, che entrarono nelle classifiche europee. Ci furono anche gruppi locali come per la Germania i NightHawks, (in Italia, nel 1982 Donatella, di Donatella Rettore, entra nella classifica con il pezzo ska omonimo).
SkNel 1989 questo genere si manifesta in tutto il mondo: King Apparatus (Canada), Mr.Review (Olanda), Senior All Stars (Germania), Pork Pie Hats e Skapa (Nuova Zelanda), Porkers (Australia) e Tokyo Ska Paradise Orchestra (Giappone). Negli Stati Uniti, dal 1983, suonano i Toasters (la più famosa band ska di New York), Bim Skala Bim, Heavy Manners (d’ispirazione Two Tone) ed Hepcat (ska-neotradizionale). Nel resto del continente americano i colombiani Desorden Publico e in Argentina i Los Calzones Rotos e i Fabulosos Cadillacs.

Attualmente lo ska si suddivide in ska tradizionale (in cui rientra lo skinhead-reggae) e ska post-Two Tone (dove, in alcuni casi, predomina l’ispirazione Hard Core, Punk/Oi!). Seguono poi altre versioni più recenti, come lo Ska Punk, o Ska contaminato da forme di rock piu dure (Ska-core), comprese nella Third Wave of Ska.

Fonte: www.wikipedia.it





Per gli amanti del design… e non solo!

29 01 2008

Da anni seguo un sito/blog che cresce di giorno in giorno ed è un vero e proprio “pozzo” di risore per tutti gli amanti del design. Elmanco, questo è il nome, è articolato in varie sezioni che permettono di venire a conoscenza di news del settore (se cosi si può definire!) a 360°. A mio modesto parere, è a dir poco eccezzionale l’evoluzione che ha subito negli ultimi due anni ed è veramente impossibile descriverlo nella sua più totale completezza. Non mi resta che darvi un solo consiglio: visitatelo





Un pò di promozione musicale !

29 01 2008

far1bella.pngCiao a tutti volevo fare un pò di promozione musicale per i miei amici.Fermata A Richiesta: gruppo di grande spessore, composto da: Federico(Vocals), Giamba(Bass), Rigoz(Guitar,Backing Vocals), Canci(Drums,Backing Vocals), Giorgino(Sampler,Synth). I cinque componenti del gruppo devono il loro successo alle varie influenze musicali che si fondono in un suono esplosivo e coinvolgente. Tra il loro repertorio cover esplosive e proprie canzoni.
Visitate il loro sito al link: www.myspace.com/fermataarichiesta